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Le spese straordinarie per i figli: la corretta proporzione

Ecco un approfondimento ulteriore sulla corretta proporzione tra spese ordinarie e spese straordinarie per i figli.

In una precedente nota illustrativa abbiamo segnalato una recente pronunzia della Corte di Cassazione (Cass. 10 maggio 2022 n. 14813) che ha indicato il principio corretto della ripartizione delle spese straordinarie tra GENITORI contrapponendolo a quello (errato metodologicamente) del 50% per ciascuno.

La questione della proporzione di contributi per le spese dei figli merita un approfondimento in “concreto”.
Sappiamo che la misura degli assegni di mantenimento per i figli è influenzata da tre parametri:

1) il principio generale dispone che la contribuzione per i figli vada commisurata proporzionalmente alle "risorse";
2) il secondo calcolo corregge il primo tenendo "anche" conto dei rispettivi "tempi di accudimento" (e le percentuali si modificano);
3) il terzo calcolo corregge ulteriormente il conteggio (l’"impegno di accudimento") ma per evitare appesantimenti, lo segnaliamo soltanto.

Ma come si applicano questi parametri? Ipotizziamo un caso concreto.
Esempio: LUI dirigente industriale ha un reddito disponibile per i figli netto mensile di € 4.800 euro e LEI (insegnante) di € 1.600.
Si sommano i loro redditi (4.800+1.600= 6.400) e si ottiene il reddito familiare complessivo. Si divide il reddito di LUI per il reddito familiare complessivo (4.800 / 6.400 = 0,75) e si ottiene il 75% che è la percentuale a carico di LUI. 
Ne consegue che LEI ha il 25% del reddito complessivo del nucleo familiare. Ecco la ripartizione corretta tra le risorse.

Punto 1- Le spese ordinarie in proporzione ai redditi.
Ipotizziamo che in base ad un criterio equilibrato, i genitori per le spese ordinarie dei figli, debbano impegnare complessivamente € 1740 al mese (il 27,2% del loro reddito complessivo)
N.B., le regole fondamentali per stabilire il "quantum" equilibrato vanno calcolate a parte; in base ad un calcolo econometrico che qui non trattiamo (vi sarà un post diverso). Qui ci occupiamo solo di ripartire in proporzione una somma già definita.
Orbene per ripartire proporzionalmente le spese ordinarie di € 1740 il calcolo è semplicissimo. In base alle proporzioni dei redditi lui deve contribuire per il 75% (=€ 1305) e lei per il 25% (=€ 435).

Punto 2- Le spese ordinarie in proporzione ai redditi corrette con i tempi di permanenza.
Ma nel calcolo dell’assegno va tenuto conto ovviamente dei tempi di permanenza.
I figli sono collocati prevalentemente presso la madre e trascorrono col padre 5 giorni (mediamente) al mese (il 19% del tempo complessivo).
L’impegno monetario mensile del PADRE si riduce (apparentemente) a un assegno di € 971. Il PADRE paga di meno ma l’impegno economico è lo stesso (il resto va impegnato in via “diretta” quando i figli sono presso di lui).
Un padre che ha un reddito netto di 4.800 euro al mese e paga 971 euro al mese su un importo complessivo di 1740, sembra che impieghi il 55,8% del suo reddito per contribuire alle spese ordinarie.

Occorre porsi una domanda.
Per le spese "straordinarie" vanno considerate le percentuali del punto 1 (75% e 25%) o quelle del punto 2 (55,8% e 44,2%)?
La risposta corretta è: quelle del punto 1. 
Infatti le spese straordinarie debbono incidere tra i genitori senza considerare i tempi di permanenza presso l’uno o presso l’altro che sono economicamente irrilevanti per il loro obbligo.
Le spese ordinarie debbono essere proporzionali sia ai redditi che ai rispettivi tempi di permanenza mentre le spese straordinarie solo in proporzione delle “risorse” in quanto svincolate dai tempi che i figli trascorrono presso l’uno e l’altro genitore e da eventuali impegni maggiori di accudimento.
La percentuale di riparto tra i genitori per le spese straordinarie va, quindi, calcolata sulla base dei rispettivi redditi disponibili (75% e 25%) e non su quella della erogazione monetaria mensile concreta (55,8% e 44,2%) che, invece, sconta i tempi di permanenza).

Gianfranco D'Aietti

 

Questo è il riquadro delle spese che ReMida Famiglia gestisce in automatico calcolando sia le percentuali sia gli importi monetari