Come detrarre dalle imposte l'assegno al coniuge?
Il coniuge separato o divorziato che, per effetto delle disposizioni del giudice, eroga l’assegno periodico di mantenimento può detrarre dall’imponibile del proprio reddito il relativo importo.
Il risultato pratico è che il coniuge ha un risparmio fiscale in quanto la sua imposta è inferiore a quella che verserebbe se le somme fossero computate nell’imponibile. Si ottiene un risparmio fiscale corrispondente alla percentuale dell’aliquota fiscale massima dell’importo erogato.
Per contro gli assegni periodici ricevuti dal al coniuge (separazione legale, divorzio o annullamento del matrimonio) sono considerati redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente ai sensi dell'articolo 50, 1° comma, lettera i) del TUIR e vanno sottoposti ad imposizione fiscale.
Quando viene pagato un assegno di mantenimento al coniuge (o un assegno divorzile all’ex coniuge), chi paga riceve una detrazione fiscale mentre chi riceve paga l'imposta sul reddito incrementato (ciascuno con la sua aliquota).
In termini di reddito disponibile, quindi, l’assegno al coniuge non è mai netto: né per chi lo versa (che ne recupera una parte con la dichiarazione fiscale) né per chi lo riceve (che ne perde una parte attraverso l’imposizione fiscale). I redditi netti disponibili sono diversi da quelli nominali.
Il programma ReMida Famiglia consente di calcolare esattamente gli effetti fiscali sui coniugi ed eventualmente di neutralizzarli individuando e proponendo la somma aggiuntiva necessaria ad assicurare al coniuge l’ importo netto dell’assegno stabilito, così da riequilibrare le proporzioni percentuali tra i diversi redditi disponibili.
Nella valutazione fiscale entra anche, in gioco anche una speciale detrazione fiscale (eventuale) per il coniuge percettore (legge 24-12-2007 n. 244 che ha modificato l'art. 13 del TUIR)
Tale detrazione riduce l’imposta lorda e consente una riduzione dell’imposta Irpef effettivamente da pagare (la detrazione è decrescente all'aumentare del reddito complessivo). Tale detrazione è, però, incompatibile con eventuali altri redditi da lavoro dipendente. In tale caso le detrazioni spettano una sola volta a tale titolo e non possono essere duplicate.
ReMida Famiglia applica tutte tali regole fiscali sino a determinare con esattezza l’incidenza fiscale dell’assegno al coniuge (o ex coniuge).
ReMida Famiglia calcola le imposte di chi paga con la deduzione dell’assegno dal reddito imponibile. Quindi effettua un secondo calcolo per determinare le imposte come se non ci fosse alcun pagamento di assegno. La differenza rappresenta l’effettivo beneficio fiscale di chi paga. Vengono effettuati due distinti calcoli fiscali completi e ciò rappresenta il modo più accurato per calcolare il beneficio fiscale.
Poi ReMida Famiglia fa una serie simile di calcoli anche per il coniuge che riceve l’assegno per determinare l’aggravio fiscale extra collegato all’aumento del reddito per l’assegno. Quindi viene sottratto il costo delle imposte di chi riceve per ottenere, così, la reale quantificazione dell’assegno netto.
In dettaglio ReMida Famiglia svolge le seguenti operazioni:
- sulla base del reddito imponibile indicato dall’utente si determina sia l’entità della imposta fiscale sui redditi (quale persona fisica IRPEF) sia la relativa aliquota massima applicabile
- dall’imponibile, come sopra determinato, viene sottratto l’assegno di mantenimento o divorzile dovuto al coniuge. Si ottiene il nuovo imponibile, depurato dall’assegno.
- si effettua quindi un nuovo e diverso conteggio di ricalcolo dell’IRPEF dovuta sulla base dell’imponibile ridotto;
- si determina in tal modo il nuovo importo dell’imposta dovuta e, eventualmente, la nuova aliquota massima applicabile (infatti per effetti dell’assegno versato il reddito potrebbe essere sceso, con l’applicazione di una diversa aliquota).
- l’operazione successiva è quella di determinare il differenziale annuale tra l’imposta che si sarebbe pagata senza l’assegno al coniuge e quella minore che si viene a pagare con l’imponibile ridotto. Il differenziale costituisce il risparmio annuale d’imposta. Tale risparmio viene distribuito su 12 mesi e si ottiene il risparmio fiscale mensile.
Tale importo mensile, costituendo un risparmio per il coniuge che eroga l’assegno, può essere preso a base di un ulteriore cifra aggiuntiva volta al riequilibrio effettivo dei redditi.
Il coniuge obbligato potrebbe, quindi, versare, senza un aggravio sostanziale, una somma integrativa rispetto a quella nominale, così da riequilibrare sia il suo vantaggio fiscale sia l'aggravio fiscale subìto dall'altro coniuge.
La cifra supplementare viene proposta dal sistema ReMida Famiglia, ma l’utente può escludere questa integrazione ovvero inserire una somma diversa (che si sostituisce a quella proposta dal sistema).
Anche se ReMida Famiglia non è un sistema specificamente destinato al calcolo fiscale va evidenziato che i calcoli eseguiti sono rigorosi e precisi.